Carissimi fratelli e sorelle
L’anno scorso vi davamo la bella notizia dell’inaugurazione della chiesa del monastero. Da allora tutti gli uffici liturgici sono stati celebrati in essa e ormai la sentiamo davvero come il cuore di tutto il nostro monastero. La cappella del Santissimo è stata terminata con una croce di stile bizantino e un tabernacolo anch’esso icona della cena ad Emmaus, opere entrambe di fratel Paolo.
Il 23 Settembre, alle 15, avrà luogo la “Dedicazione”, cioè la consacrazione della Chiesa da parte del Vescovo. Un altro passo che ci fa sentire la nostra stabilità a Pra ‘d Mill. Da quando abbiamo la chiesa, abbiamo un cuore del monastero e tutta la vita parte dalla preghiera che ci riunisce in essa e converge verso i grandi momenti in cui ci ritroviamo in chiesa per la preghiera comune.
La Domenica è spesso piena, soprattutto al Vespro, che celebriamo alle 17,15.
Alcuni pellegrinaggi, per esempio quello notturno da Paesana a Pra ‘d Mill della Parrocchia della Crocetta di Torino o quello dei pellegrini di Compostella del saluzzese, sono terminati con una celebrazione comune nella nostra chiesa.
La comunità sta bene; siamo sempre in 5 monaci stabili, con due fratelli ancora in formazione a Lérins, di cui uno dovrebbe ritornare definitivamente l’anno prossimo, e due postulanti. Abbiamo cominciato a costruire l’ultima parte del monastero che si è resa necessaria a causa di queste ultime entrate. Nel seminterrato un ampio laboratorio per il miele, di cui fratel Isidoro si occupa magistralmente, poi il chiostro, che sarà abbastanza piccolo, con otto celle per i monaci.
Dopo un anno senza lavori eccoci dunque di nuovo con la gru, i camion, i rumori del cantiere. Ma è un segno della benedizione e della vitalità del monastero.
L’anno scorso alla Messa annuale abbiamo accolto il nuovo Vescovo di Saluzzo, che nell’omelia ha paragonato la vita monastica al ragazzino del Vangelo che portava i pochi pani e i pesci che hanno sfamato una grande folla. Nel cuore della Chiesa vogliamo continuare ad essere, con la nostra presenza silenziosa e accogliente e la nostra preghiera, un luogo dove il Signore può moltiplicare la sua grazia per tutti gli affamati di vita.
Per questo è bello per noi vivere l’accoglienza. Che non manca mai, anzi che in certi momenti è forse un po’ troppo grande per le nostre forze. In primo luogo è sempre una gioia accogliere i fratelli e le sorelle monaci; oltre quelli di Lérins e Sénanque, hanno condiviso la nostra vita monaci e monache di Bose, di Viboldone,dell’isola di Capraia. Alcuni fratelli sono andati per delle sessioni in monasteri italiani o francesi e P. Cesare ha predicato il ritiro annuale alle monache cistercensi di Agrigento.
Siamo sempre sorpresi dalle domande di accoglienza che vengono da molte parti d’Italia e Francia e dalla qualità della ricerca di Dio e delle consolazioni che il Signore dona a quanti vengono. Alcuni sono fedeli frequentatori del monastero, altri sono volti nuovi, ma in genere immediatamente si crea un incontro forte e profondo, come se si fosse camminato insieme da sempre.
Due grandi occasioni di festa e di gioia per la nostra Congregazione sono state la benedizione abbaziale di Dom Raphaël, nuovo abate di Rougemont in Canada e della Madre Beata, nuova Abbadessa di Castagniers. Alla prima è stato presente fratel Cesare e alla seconda siamo andati in piccolo gruppo incontrandovi molti fratelli della nostra Congregazione.
La formazione continua con varie sessioni per tutta la comunità, in particolare quelle della Prof..ssa Morra e del Prof. Ronconi; fratel Matteo continua la sua formazione anche in filosofia con la Prof.ssa. Momo e in morale con Don Damiano Raspo, di Fossano. Fratel Paolo continua con sempre maggior vigore le sue sessioni di iconografia e anche il suo lavoro di iconografo. L’agricoltura ci dà parecchio lavoro e speriamo che, nonostante il freddo e il cattivo tempo di questa primavera, potremo avere dei raccolti incoraggianti.
La fabbricazione di marmellate va sempre bene e fratel Zeno continua a lavorare il rame.